Martyn’s Law. È così che viene comunemente chiamato il Terrorism (Protection of Premises) Act 2025, una legge promulgata in Gran Bretagna che deve il proprio nome a Martyn Hett, una delle 22 vittime dell’attacco terroristico del 2017 allo stadio di Manchester.
Recentemente, la Martyn’s Law sta per diventare una realtà che tocca anche i grandi eventi equestri, con un impatto piuttosto rilevante sui comitati organizzatori. Promulgata nel 2025, la legge dava due anni di tempo agli organizzatori di eventi pubblici con grande affluenza per predisporre – sulla carta e in pratica – dei piani d’emergenza per rispondere a eventuali attacchi terroristici e adottare contromisure per ridurre la propria vulnerabilità.
La misura si applica, con criteri diversi, a tutti gli eventi con un pubblico: da quelli da 200 spettatori a quelli con più di 800. Compresi naturalmente tutti i grandi eventi equestri britannici.
British Equestrian si sta già attivando per fornire ai comitati organizzatori direttive applicabili, mentre altre grosse entità organizzative come Badminton, Royal Windsor o il London International – già parecchio avanti in tema di sorveglianza e sicurezza – sono in attesa di ricevere indicazioni precise sui punti da implementare.
Se fino a ora la sicurezza interna a un evento era appannaggio degli organizzatori, con la Martyn’s Law ci sarà una maggior sinergia con le forze dell’ordine e di intelligence.
La sensazione è che, in tempi di guerre ibride, le contromisure contro gli attacchi terroristici filtranti siano una necessaria barriera contro le infiltrazioni della cronaca peggiore all’interno del mondo dello sport equestre. Affinché lo spettacolo, in sicurezza, possa continuare.























